La Chiesa consacrata al patrono San Primiano Martire e alla Madonna del SS. Rosario, è stata edificata agli inizi dell’Ottocento; è ubicata fra il lato extramurale sud orientale delle antiche mura di Lesina, oggi via Regina Elena, e l’inizio della direttrice stradale denominata nel Settecento via istimica, corrispondente all’attuale tratto prossimale di corso Vittorio Emanuele (Fig. 1).

Non si conosce il nome del suo progettista, ma è noto che fu commissionata dalla locale Congrega di San Primiano Martire e del SS. Rosario e consacrata probabilmente nel primo decennio dell’Ottocento e già funzionante nel periodo in cui sorse la nuova Chiesa Matrice di Lesina dedicata all’Annunziata, realizzata negli anni 1828 – 1837 su progetto di Luigi Oberty.
Subì un profonda trasformazione fra la fine degli anni Cinquanta e gli inizi degli anni Sessanta del Novecento. Gli interventi di ristrutturazione furono resi necessari per porre rimedio alle precarie condizioni statiche della Chiesa: venne effettuato il consolidamento dell’impianto murario, la sostituzione del tetto a due falde con una copertura piana, l’eliminazione del piccolo campanile a vela sul lato adsidale (Fig. 2), la lieve semplificazione dell’ampio campanile a vela della facciata originaria (Fig. 3) e il completo rifacimento dell’interno.


Non è stato possibile reperire foto storiche dell’interno, prima della ristrutturazione su detta, per cui uno studio locale (Centro Studi per il Medioevo di Capitanata e Mezzogiorno d’Italia – Strumento di Vendita della città e feudo di Lesina – Antonio Fernando Lombardi), da cui si evincono anche le altre notizie qui trattate, ha ricostruito, sulla base della testimonianza storica, una pianta orientativa in cui traspare lo schema planimetrico a navata unica, completata dal presbiterio ad abside piatto e l’adiacente sagrestia (Figg. 4 e 5).


Legenda. A: Statua della Madonna del Rosario; B: S. Antonio; C: S. Leonardo; D: Arcangelo Raffaele; E: S. Filomena; F: S. Primiano Martire; G: Altare privilegiato laterale dedicato a S. Primiano Martire; H: Pulpito; I: Confessionale.
Il presbiterio aveva al suo centro l’Altare Maggiore, dedicato specificatamente alla Madonna del Rosario; la parte alta del muro absidale presentava tre nicchie allestite nello stesso spessore murario: in quella centrale vi era la statua della Madonna del SS. Rosario, alla sinistra quella di S. Antonio e alla destra quella di S. Leonardo.
Sulla parete laterale destra del presbiterio campeggiava la nicchia con il simulacro di Santa Filomena e, simmetricamente, sulla parete laterale sinistra quella dell’Arcangelo Raffaele. In fondo al presbiterio, dietro l’Altare Maggiore, era posizionato un bellissimo coro ligneo che fungeva anche da oratorio per i confratelli della Congrega.
Il presbiterio era rialzato di un gradino rispetto al piano di calpestio della navata unica, dalla quale era separato da una balaustra in legno successivamente sostituita da una in muratura.
Dal presbiterio si entrava direttamente nell’adiacente sagrestia mediante una porta situata al centro del muro absidale. Sul piano sommitale esterno dell’abside si elevava il piccolo campanile a vela, posto all’estremità della linea d colmo del tetto.
La navata presentava sulla parete laterale sinistra la nicchia con la statua di S. Primiano, posta in continuità con il suo Altare privilegiato circondato da una balaustra marmorea; sulla parete opposta si ergeva il pulpito ligneo. Presso l’ingresso, sulle due pareti della navata erano collocati due confessionali; sul lato superiore della parete interna della facciata si elevava un’ampia tribuna impostata sulla bussola d’ingresso, che accoglieva un organo a canne e una spaziosa cantoria.
La profonda ristrutturazione dell’edificio sacro modificò nettamente la struttura appena descritta; l’elemento architettonico superstite è la facciata, arricchita da un’ampia vela a due luci nelle quali sono allocate due piccole campane (Fig. 6).


