
Fig. 12. – Foto dall’alto di Lesina. La linea nera continua indica la cinta muraria antica di Lesina e la tratteggiata la via estramurale. Legenda: A-B. Via che attraversava l’istmo periurbano di Lesina, oggi c.so V. Emanuele, collegando la penisola di Lesina con l’entroterra; B. Sito della Porta principale di Lesina; C. Lago; D. Bosco Isola (tombolo) che separa il Lago dal Mare Adriatico; E-F. Le due linee curve e parallele indicano il perimetro dell’istmo periurbano di Lesina che collegava il centro abitato all’entroterra; G-H. Le linee diagonali punteggiate indicano l’area lagunare – interrata tra il 1926 e il 1937 -che lambiva il lato di ponente e il lato di levante dell’istmo di Lesina; I. Estremità di ponente della via estramurale (odierna via Zara); L. Estremità di levante della via estramurale (attuale via Regina Elena); M. Lesina Centro Storico che è il nucleo antico della città lagunare; G-E-F-H. La nuova area urbana di Lesina sorta sull’antico istmo e sui suoi lati di ponente (G) e di levante (H), entrambi interrati durante la grande bonifica realizzata tra il 1926 e il 1937. La croce (+) indica la sede della chiesa della Madonna del Rosario e di San Primiano Martire, edificata presso l’antica Porta principale della città.
[1] MATTEO FRACCACRETA, Teatro Topografico-storico-poetico della Capitanata, Tipografia di Angelo Coda, Napoli 1834.
[2] L’antica cattedrale medievale di Lesina, dedicata a San Primiano.
[3] L’istmo (in greco significa “collo”) era la lingua di terra, bagnata su entrambi i lati dalle acque lagunari che collegava all’entroterra il centro abitato di Lesina che all’epoca era circondato dalle mura. Vd. fig. 10.
[4] Al tempo della visita del Fraccacreta il bellissimo portale in pietra della Porta non c’era più, perché eliminato nei primi anni dell’Ottocento. Infatti la Porta viene da lui definita diruta.
[5] È l’odierna piazza Aldo Moro, sulla quale si affaccia anche la Casa Comunale di Lesina edificata nel 1908.
[6] Ecco le parole testuali del Fraccacreta: «[La chiesa] fu costrutta nell’istmo fuori la già diruta porta, dov’era l’iscrizione Pomponiae ec. della paraf. 49», MATTEO FRACCACRETA, cit., p. 70. È l’epigrafe d’età romana che è visibile davanti alla Casa Comunale.
[7] MATTEO FRACCACRETA, Teatro Topografico-storico-poetico della Capitanata, cit., p. 70.
[8] La cortina muraria di Lesina non è più visibile. Solo in via Zara si sono conservati alcuni lacerti del paramento murario esterno del muro di cinta.
[9] Come già accennato, in geografia fisica l’istmo è la lingua di terra relativamente stretta che unisce due zone circondate dall’ambiente acquatico. Nel nostro caso l’istmo congiungeva la penisoletta su cui sorge il centro antico di Lesina all’entroterra. Durante i lavori di bonifica l’istmo è stato completamente interrato e non è più visibile se non nella ricostruzione grafica (vd. figg. 10-11-13).
[10] Murature in tufo ben squadrato e di bassa porosità, con elementi omogenei e ben ingranati in senso longitudinale e trasversale. Buona apparecchiatura muraria con letti di malta orizzontali e verticali di buona qualità a base di calce.
[11] L’odierna chiesa matrice, dedicata alla Santissima Annunziata, venne edificata tra il 1828 e il 1837 sul sito dell’antica cattedrale medievale di Lesina.
[12] Termine usato in archeologia e in architettura per indicare l’apertura di forma circolare praticata nella parete di un edificio. 13 MATTEO FRACCACRETA, op. cit., p. 70.
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