CENNI STORICO-TOPOGRAFICI

 Purtroppo, però, durante i lavori di ristrutturazione della chiesa eseguiti nei primi anni Sessanta del Novecento venne utilizzato l’intonaco in cemento che è un prodotto omogeneo di facile stesura e un materiale molto facile da reperire e piuttosto economico. Anche se l’intonaco in cemento permette di rendere la parete più stabile e meno soggetta a danni meccanici, tuttavia questo materiale non presenta un livello di protezione particolarmente alto per quanto riguarda le infiltrazioni di umidità e la crescita di muffe in zone soggette a forti sbalzi di umidità come la nostra. 

3.  Riepilogo con osservazioni e documentazione iconografica 

Riepiloghiamo. Dedicata alla Madonna del Rosario e a S. Primiano Martire, la chiesa venne edificata extra moenia (cioè fuori le antiche mura di Lesina) nelle immediate vicinanze della Porta principale della città nella seconda metà degli anni Venti dell’Ottocento o al massimo nel primo trentennio del secolo.

Fu commissionata dall’omonima Congrega e in essa si celebravano le funzioni liturgiche durante la costruzione intra moenia (cioè all’interno delle mura della città)della nuova chiesa matrice dedicata a Maria SS. Annunziata[11]edificata sul sito dell’antica cattedrale medievale di Lesina.  

Fin dalla sua stessa edificazione la chiesa del Rosario e di S. Primiano Martire è stata sempre caratterizzata da estrema semplicità compositiva e dalla totale mancanza di decorazione musiva e pittorica, a tal punto che i suoi paramenti in murari sia esterni sia interni – costituiti da conci di tufo locale ben squadrati – sono stati sempre lasciati a vista e mai ricoperti da intonaco se non durante la fase di bonifica già citata, iniziata nell’ultimo decennio dell’Ottocento. 

 Poi, nei primi anni Sessanta, la chiesa subì la profonda ristrutturazione più volte accennata che ne cambiò l’aspetto originario, salvaguardandone soltanto le forme stilistiche della facciata. In quella ristrutturazione la

bellissima copertura a capriate con tetto a due falde venne sostituita da un comunissimo solaio laterocementizio che ha sicuramente reso grave il carico per la struttura muraria portante. Per giunta, l’interno a navata unica e l’esterno della chiesa furono ricoperti da una coltre monocromatica d’intonaco in cemento che le tolse tutta la bellezza estetica espressa dai conci di tufo a vista. 

 

 


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