Il presbiterio era rialzato di un gradino rispetto al piano di calpestio della navata, dalla quale era separato da una balaustra in legno successivamente sostituita da una in muratura. Dal presbiterio si entrava direttamente nell’adiacente sagrestia mediante una porticina situata al centro del muro absidale, che collegava i due ambienti. Sul piano sommitale esterno dell’abside si elevava il piccolo campanile a vela posto all’estremità della linea di colmo del tetto (fig. 5).
La navata, illuminata dalla luce proveniente dalle sue alte monofore, accoglieva sulla sua parete laterale sinistra la nicchia con la statua di S. Primiano, posta in continuità con il suo Altare laterale privilegiato circondato da una balaustra marmorea e distintamente dedicato al santo patrono; simmetricamente, sulla parete laterale destra si ergeva il pulpito ligneo. Presso l’ingresso della navata erano collocati due confessionali: l’uno sulla parete destra, l’altro sulla parete sinistra; sul lato superiore della controfacciata (la parte interna della facciata) si elevava un’ampia tribuna impostata sulla bussola d’ingresso (l’anticamera lignea posta fra il portale e l’interno della navata), che accoglieva un bellissimo organo a canne e una spaziosa cantoria.
La profonda ristrutturazione dell’edificio sacro ha modificato totalmente la struttura interna appena descritta e illustrata nelle figure 2 e 3. L’elemento architettonico superstite della fabbrica originaria è la sobria ed imponente facciata (fig. 5) che si eleva al di sopra della copertura della chiesa, arricchita da un’ampia vela a due luci nelle quali sono allocate due campane. La vela, pur essendo stata lievemente rimaneggiata, ha conservato le sue linee essenziali.
Infine, la struttura esterna della chiesa, compresa la facciata, in quei lavori è stata ricoperta da un profondo e inopportuno strato di intonaco in cemento che si spera possa essere completamente rimosso in futuri lavori di restauro.
2. Chiesa “extra moenia” dedicata alla Madonna del Rosario e San Primiano Martire
Le prime notizie sulla chiesa di San Primiano e del Rosario ci sono state trasmesse da Matteo Fraccacreta, il quale nei primi anni Trenta dell’Ottocento visitava Lesina e il suo territorio e li descriveva nella sua opera[1]. Fraccacreta attesta che, essendo stato abbattuto il Duomo[2] di Lesina insieme con la sua cripta nel 1828, venne costruita una nuova chiesa a cura della Confraternita (Congrega) di San Primiano e del Rosario sull’antico istmo[3] periurbano della cittadina lagunare. Egli stesso afferma che la chiesa fu edificata all’esterno della Porta[4] principale della città, in corrispondenza del largo[5] extraurbano nel quale era presente (allora come oggi) l’epigrafe dedicata a Pomponia Drusilla[6]. Il Fraccacreta scrive che in questa nuova chiesa «si celebrano i divini uffici dall’Arciprete, e Coadjutore»[7]; e, in effetti, al tempo della sua visita questa era l’unica chiesa disponibile, dato che il Duomo era stato abbattuto e la chiesa arcipretale non era più agibile. Pertanto, riepilogando, la chiesa venne costruita “extra moenia”, all’esterno della Porta principale, quindi esternamente al muro di cinta della città[8] e al suo fossato, nell’antistante largo che accoglieva in sé fin dal 1725 l’epigrafe di Pomponia e che accoglierà nel 1908 anche la Casa Comunale di Lesina.
![]()


