CENNI STORICO-TOPOGRAFICI

  La data di edificazione della chiesa è riferibile al primo trentennio dell’Ottocento, anche se più specificamente è possibile che sia avvenuta nella seconda metà degli anni Venti dell’Ottocento, realizzata su committenza dell’omonima Congrega che è ancora esistente e impegnata nell’organizzazione delle principali celebrazioni religiose durante le festività. 

 È molto utile ribadire che la chiesa fu eretta segnatamente in corrispondenza della Porta intitolata a San Primiano, che era la porta principale di accesso alla città e ne costituiva anche l’ingresso più importante. A quel tempo, racchiusa tra le mura, la città di Lesina si estendeva sull’attuale area urbana su cui insiste il Centro Storico che ne rappresenta il più antico nucleo abitativo: il suo assetto urbanistico risale al XVIII secolo, essendo stato edificato nel periodo successivo al terremoto del 30 luglio 1627 il quale aveva distrutto quasi totalmente il precedente abitato della città lagunare. 

 È altrettanto importante sottolineare l’importanza dell’ubicazione della chiesa, sorta con la facciata prospettante sulla citata Porta che si apriva sulla via pubblica (oggi corso Vittorio Emanuele)la quale, attraversando l’istmo periurbano[9], procedeva verso l’entroterra e si inseriva nel contesto della rete viaria di collegamento con le comunità urbane limitrofe e con le aree rurali. La chiesa sorse proprio all’incrocio del tratto fuori Porta della via pubblica con la via estramurale (fig. 13) che transitava a ridosso del lato murario sud-orientale (oggi via Regina Elena) e di quello sud-occidentale (l’odierna via Zara). 

 Secondo la tradizione orale, la chiesa fu edificata sul sito che ospitava ab antiquo una Cappella dedicata a Santa Maria della Strada, in virtù della sua contiguità con la Porta urbana principale e all’intersezione tra la via pubblica e la via estramurale. L’intitolazione lascia presagire che la Cappella fosse luogo di rassicurazione per chiunque si ponesse in viaggio di andata, allontanandosi dalla “rassicurante” tutela delle mura cittadine; e, per converso, fosse luogo di ringraziamento per il viaggio di ritorno andato a buon fine. 

 A prima vista la struttura esterna nel complesso si presenta come se fosse stata realizzata in età barocca, date le modanature degli elementi architettonici che adornano la facciata d’ingresso, ma in realtà essa è molto più recente e infatti risale (come già accennato) al primo trentennio dell’Ottocento. Evidentemente le maestranze locali e i progettisti trovarono opportuno dar vita a uno stile ispirato al tardo barocco nel contempo popolare e colto, che all’epoca era ancora percepito. L’intero edificio sacro è stato realizzato con materiale del luogo: il locale tufo calcareo (calcarenite) con conci squadrati[10] per le murature e il calcare compatto per i conci angolari e per il portale d’ingresso. 

 


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