I SANTI PRIMIANO, FIRMIANO E CASTO



Giunti a Napoli i corpi e le reliquie furono dapprima depositati, in via provvisoria, nella chiesa di
Santa Maria della Pietà, per poi essere trasferiti – con solenne processione ed in pompa magna – in quella dell’Annunziata Maggiore e, infine, depositati nella «Cappella del Tesoro» posta nel suo
interno. Ancora oggi, sopra il portale d’ingresso, vi è una lapide di marmo bianco, attestante la
compresenza delle reliquie conservate nella cappella. Entrandovi, sul muro di sinistra vi è un’altra
iscrizione su cui si può leggere la scomunica emanata da papa Gregorio XV contro coloro che, con qualsiasi pretesto, avessero asportato le reliquie lì collocate, o che ne avessero tolto parte di esse.
Per accogliere gli otto reliquiari a busto, in rame dorato, contenenti le reliquie provenienti da
Lesina, furono realizzate nel 1598, nicchie marmoree chiuse da sportelli lignei, dovuti ad un folto
gruppo di scultori, di marmorari e di intagliatori. Le otto teste d’argento poste sui busti di rame
dorato, sono andate perdute alla fine del Settecento allorché furono fuse e sostituite con teste di
legno dorato, ad eccezione di quelle di san Pascasio, san Sabino di Canosa, sant’Eunomio e
sant’Orsola, che invece furono fuse nel 1809. Sulla volta e sulle pareti della cappella vi sono
rappresentati i santi Pascasio, Sabino, Orsola, Alessandro e la decollazione di San Tellurio. Negli
affreschi, eseguiti tra il 1597 e il 1599 da Belisario Corenzio, Avanzino Nucci e Vincenzo de Pino,
san Primiano e Firmiano sono rappresentati mentre sono tratti (secondo la tradizione) dinanzi al
giudice. Sotto l’altare Maggiore, eseguito da Scipione Galluccio e dal vicentino Cristoforo
Monterosso, fu collocata la parte più consistente dei corpi e delle reliquie dei santi traslati da
Lesina.
Nonostante il trasferimento dei corpi, il culto dei santi Primiano e Firmiano a Lesina continuò
regolarmente. Il loro culto e la festa furono tenuti sempre in grande considerazione, anche dai
governatori della Santa Casa dell’Annunziata di Napoli. Negli statuti della comunità di Lesina del
1473, confermati da Ferdinando I d’Aragona re di Napoli, al capitolo 3, citando gli obblighi della
comunità, si legge: «Festum Sanctorum Martirum Primiani, et Firmiani Patronorum a Lesinensibus
celebrandum die XV Maii cum Processione solemni, et cursu Navicularum expensis Universitatis,
praecedente vigilia cum jejunio, juxta solitum, et consuetum» (la festa dei Santi Patroni Primiano e Firmiano deve essere celebrata dai Lesinesi il giorno 15 maggio, con processione solenne e con una gara di barche con il contributo della città, alla vigilia della festa insieme al solito e consueto digiuno). Si ricorda che San Firmiano veniva festeggiato a Lesina sino al XVI secolo, poi se ne perse, non si sa perché, il culto e la tradizione.

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