Come è noto, la statua di San Primiano è molto venerata a Lesina. Nei vari anni il simulacro ha
ricevuto molti ex voto, consistenti in oggetti d’oro finemente lavorati, frutto della più raffinata arte orafa locale e non. A tal proposito si vogliono ricordare due oggetti di pregevole fattura: una Palma del Martirio in oro giallo, rappresentata con tre spighe di grano, su cui vi sono riportate queste parole: «P. Panunzio e C. Calvo donano-15 Maggio 1912» e un’aureola in oro bianco e zirconi su cui si può leggere «il Popolo offre a San Primiano Martire per l’XI centenario-15 Maggio 1912».
Nel dicembre del 1998, con l’autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed
Etnoantropologici della Puglia con sede a Bari, con la supervisione della stessa, la statua del santo fu portata a San Severo nel laboratorio di Raffaele D’Amico, per essere sottoposta ad un restauro conservativo ispirato a canoni e criteri moderni, per una corretta lettura dell’opera. Le finalità del restauro erano volte a riportare la statua così come il suo autore, nel 1712, l’aveva concepita sia sul piano cromatico sia su quello tipologico, rimuovendo gli arricchimenti estetici inseriti nel 1905 da Luigi De Luise. Sulla statua, nel corso dei secoli, vennero posti ben cinque strati di ridipinture di cui tre furono quelli che le hanno cambiato la policromia e la decorazione. Il 7 agosto 1999, il simulacro fece ritorno a Lesina, atteso con entusiasmo da tutta la popolazione e, con solenne processione, fu accompagnato nella chiesa a lui dedicata.
A Larino i festeggiamenti in onore dei santi Primiano, Firmiano e Casto, si svolgono, ancora oggi,
in forma solenne tra la prima e la seconda decade di maggio. Cominciano il giorno 3 quando viene prelevato il simulacro di San Primiano dalla chiesa omonima e accompagnato processionalmente in cattedrale. Durante la sera si svolge un’altra suggestiva processione tra le vie del centro storico con un frammento osseo del santo, contenuto in un artistico reliquiario argenteo, risalente al XV secolo, a forma di braccio benedicente. Come detto, i nostri santi martiri subirono il martirio a Larino. Tra gli abitanti di questa cittadina, sono sempre vivi il culto e la venerazione per questi santi, tanto che si è voluto edificare una chiesa a loro dedicata.
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